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trio

Ruoli invertiti


di Sleepy699
27.03.2026    |    3.150    |    7 9.5
"Lui mi ha implorato di continuare, di renderlo il mio giocattolo sessuale e di non avere pietà..."
Devo confessare che non riesco ad eccitarmi se non ho sotto controllo la situazione, e non sono esattamente nata per calarmi nella parte della femmina sottomessa. Fin da giovane, mi sono sempre vista molto più nel ruolo di quella che sottomette gli altri, piuttosto che il viceversa. Tra l’altro le mie fantasie di dominazione non erano esattamente solo fantasie, visto che da studentessa avevo avuto una breve e inebriante esperienza con il padre di una mia amica, un vero porco che mi aveva iniziato all’uso di strap-on e dildo. Se ci ripenso, nonostante siano passati più di 20 anni, risento ancora il brivido di piacere e l’eccitazione della prima volta che ho inculato un uomo.
Quella sensazione di potere che ti pervade il cervello, l’ebbrezza del dominio, il godimento che sale man mano che le spinte si fanno più decise e profonde, mentre lui si masturbava incitandomi ad andare sempre più forte e sempre più a fondo, fino al nostro orgasmo quasi simultaneo. Se mi chiedono quando ho perso la verginità, è quel pomeriggio indimenticabile a venirmi in mente, prima ancora del giorno in cui persi la verginità nel senso che comunemente si intende.
Quando mi sono separata dal mio primo marito è stato perché non mi soddisfaceva a letto, e dopo un po’ di anni la situazione mi era diventata intollerabile. Sono una donna di carattere, decisa e sicura di sé, ed essere sposata con un uomo che concepisce il sesso solo come l’atto di penetrare la sua donna non mi soddisfava completamente.
Ho provato varie volte ad accendere nel mio ex marito una scintilla di curiosità per qualche pratica un po’ più anticonvenzionale, ma figuriamoci, la sola idea di qualcosa che entrasse nel suo culo, fosse pure un mio dito, lo faceva inorridire.
Questo, fin quando un giorno non ne ho parlato la mia amica Silvia.
Con lei mi confidavo senza reticenze. Le raccontai che come avessi voglia di usare un bel dildo nel sedere di qualche uomo disponibile, ma mi sembrava di non trovare mai la persona adatta. Non perché manchino gli uomini che ti offrono il loro culo, tutt’altro, sono molto più numerosi di quanto si potrebbe pensare (anche se in Italia, per i tabù e la mentalità dominante, faticano ad ammettere che gli piace prenderlo nel culo da una donna). Il discorso è che non avevo incontrato nessuno che mi facesse venire voglia di rivivere quei momenti, ricreando una situazione perfetta. Le raccontai che c’era un collega di lavoro che si era prestato al Pegging con me ma lo trovavo un po’ un ripiego, lui era poco prestante, decisamente non il mio tipo.
Lei si mostrò sempre molto interessata alle mie inclinazioni e avida di conoscere particolari piccanti. Un giorno volle che le mostrassi lo strumento del mestiere.
Le mostrai uno strap on che avevo scelto qualche giorno prima sul sito di un sexy shop particolarmente fornito. Ci ero capitata cercando un regalino da farmi per festeggiare il mio compleanno. Scegliere l’oggetto adatto tra i tanti disponibili era stato molto eccitante, e lo avevo comprato pensando che magari sarebbe stato di buon auspicio, per cominciare ad avere la vita sessuale che desideravo. Mostrare alla mia amica il mio strap on nuovo di zecca in attesa di essere inaugurato mi fece subito bagnare.
La cosa sembrava reciproca e infatti mi disse che la cosa la eccitava parecchio e che avrebbe voluto offrirmi suo marito, le sarebbe piaciuto vederlo scopato da una come me.
Mi disse “Credo che tutto mi sia nato con un porno che vedemmo insieme. Spesso ne scarichiamo qualcuno da guardare insieme in un momento di relax, sul divano. Ricordo la scena di una giovane donna asiatica che penetrava ripetutamente uno stallone biondo dal pene dalle dimensioni notevoli. Non dimenticherò mai l’emozione sentita guardando quella scena, quell’uomo scultoreo, violato dalla cinesina. Ci avevo già pensato diverse volte, mi ero spinta spesso anche a leccarglielo e a penetrarlo con una o due dita, ma forse questa è la volta buona, potresti essere tu a farlo!”
Rimasi sorpresa ma presa così alla sprovvista non sapevo bene cosa rispondere. Silvia colse la mia sorpresa e quasi a voler dire che faceva sul serio mi fece vedere foto del marito nudo e devo dire non era niente male, fisico abbastanza muscoloso, proporzionato e anche dotato.
La mia amica continuò sull’argomento.
“Sono stata fortunata a trovarlo: un uomo dall'intelligenza sottile, ironico, un bel corpo curato, ben fatto, un grande amante, libero da qualsiasi pregiudizio… E, cosa che non guasta, con uno splendido uccello. Con lui mi sono sempre sentita appagata, dentro e fuori dal letto. Da un po’ di anni la nostra intimità ha raggiunto un nuovo traguardo. Ci piace sperimentare, così lui ha accettato di buon grado quando io gli ho proposto di farsi sodomizzare. E’ iniziato una specie di tira e molla. Lui ha sempre adorato possedere il mio buchino stretto, ed io ho sempre adorato darglielo, ma d’un tratto il mio chiodo fisso era diventato il suo. Più mi faceva osare con il suo culetto, più io gli permettevo di godere del mio. Ma ora vorrei andare oltre, vederlo sodomizzato da un’altra. Che ne dici?”
La mia amica mi aveva sorpreso, non sapevo fosse così libertina, una vera porca, lei e anche il suo uomo.
E io in fondo che avevo da perdere se non soddisfare una mia voglia tenuta per troppo tempo in naftalina. Accettai con entusiasmo e le strappai un bacio carico di lingua e la promessa che l’avremmo fatto per davvero.
Due giorni dopo mi chiamo’ per comunicarmi che era tutto pronto. Mi aspettavano nella loro casa di campagna per una cena intima.
Io ero a dir poco su di giri. Mai credevo sarei arrivati ad un passo da un’esperienza di questo tipo. Mi feci bella più che potevo. Crema profumata al cocco sul corpo. Un tubino nero non molto corto ma parecchio aderente, intimo nero, sobrio ma succinto. Completavano la mise reggicalze e tacchi alti.
La casetta era discreta e ben arredata. Un camino acceso illuminava una stanza quasi al buio. In un angolo si scorgeva un tavolo apparecchiato per tre.
Mi misero subito a mio agio offrendomi da bere.
Mi spogliai mettendo in mostra il reggiseno a balconcino che evidenziava il mio seno importante, una terza soda e piena che si faceva cullare nella coppa di raso facendo intravedere l’areola dei miei capezzoli.
Silvia indossava solo l’intimo ed era uno spettacolo, gambe lunghe e polpacci sottili, piedini affilati, culetto sodo a cuore e un ventre piatto con un tatuaggio che incorniciava un ombelico perfetto. La carnagione scura faceva cui risaltare due occhi verdi assassini e le labbra carnose.
Il marito, Luca, mi guardava famelico, mentre Silvia a stento tratteneva la voglia di cavargli gli occhi. Mi piaceva quella gelosia. Mi eccitava.
Iniziarono le danze: Silvia gli ordinò di mettersi faccia a terra e lui, ubbidiente, non se lo fece ripetere. Dopo avergli messo un piede sulla nuca, Silvia gli detto’ le condizioni: io lo avrei mandato in estasi, ma lui, prima, avrebbe dovuto servirmi e riverirmi come una dea.
La vistosa erezione testimoniava che si era già completamente calato nella parte e, quando Silvia gli disse di spogliarsi, vidi il suo cazzo in tiro, pronto per farsi gustare per bene.
Luca iniziò a leccarmi le scarpe con dedizione, fino a quando non me le tolsi, per permettergli di succhiarmi, una ad una, le dita dei piedi, per l’occasione pittate di nero.
Quando ne ebbi abbastanza, con un calcetto lo feci stendere pancia all’aria: era pronto a farsi fare di tutto, ma prima volevo giocare ancora un poco.
Ancora in piedi, iniziai a tastare con i piedi la sua verga, passando delicatamente la pianta lungo l’asta fino alle palle, per poi raggiungere la cappella e trastullarla con l’alluce.
Ormai Luca era in mia completa balia e a Silvia venne voglia di farmela leccare; si sfilo’ il perizoma, dopodiché si sedette sulla sua faccia, ordinandogli di soddisfarla. La sua lingua prese a passarle con foga nella fessura, concentrandosi in particolare sul clitoride. Poi spostò il bacino in avanti e posizionò il buco del culo sulla sua faccia, intimandogli di non fermarsi; il suo lavoro di bocca, allora, prese ancora più intensità e i mugolii di Silvia erano la testimonianza lampante del suo sommo piacere. Nel frattempo, con la mano giocavo con il suo cazzo, prendendolo tra pollice e indice e scappellandolo dolcemente, fino a quando decisi di assaggiare quel bel pezzo di carne: dopotutto, se lo era meritato. Me lo lasciai scivolare lentamente in gola, gustai ogni centimetro che spariva tra le mie labbra, assaporandone il sapore e la consistenza mentre cominciavo ad accarezzargli l’ano con movimenti circolari, stava lubrificando l’orifizio con la saliva per poi infilargli un dito in culo.
“Quanto vorrei fotterti questo culo perfetto” dissi.
“ allora fammi vedere come te lo scopi” mi disse Silvia.
Mi spogliai e mi feci ammirare da Luca. Dal basso potevo vedermi la vulva nuda e la curva del seno. Mi sentivo bella come una statua, come una dea, come una padrona.
Indossai il dildo e facendomi aiutare da Silvia ad aggiustare le cinghie dell’imbracatura, lubrificando il dildo come se mi stessi masturbando.
Il marito di Silvia aveva due chiappe perfette, tonde, piene, muscolose, un culo tutto da aprire che mi misi ad ammirare soddisfatta.
Ho iniziato a massaggiarli tutto il sedere, aprendo e chiudendo le chiappe, pregustando il momento in cui il suo culo sarebbe stato riempito dal mio cazzo di gomma.
Se ne stava lì, a pecorina sul divano, a mia completa disposizione.
Io sentivo una bestia che si dimenava dentro di me ed era pronta ad uscire.
Non potevo più aspettare, gli ho sputato sull’ano e ho iniziato a infilargli lentamente un dito dietro. I suoi gemiti smorzati non facevano che eccitarmi sempre di più, ho aggiunto un secondo dito, poi un terzo.
Mi sono chinata su di lui e gli ho chiesto se dovevo continuare o fermarmi. Lui mi ha implorato di continuare, di renderlo il mio giocattolo sessuale e di non avere pietà. Non me lo sono fatto ripetere, con delicatezza ma decisione ho iniziato a infilargli il dildo nel culo. Prima la punta, piano piano, facendo dentro e fuori. Diedi il tempo al suo ano di dilatarsi adeguatamente muovendomi in modo dolcissimo. Sentivo il dildo che penetrava sempre più in profondità scatenando in Luca brividi di piacere.
Quando lui ne ha chiesto di più, sono entrata fino in fondo con decisione, strappandogli gemiti di godimento.
Lo sfintere si era aperto come un paio di labbra desiderose di succhiare e bere sborra e ha inghiottito lo strapon fino in fondo, con un sussulto che gli ha fatto drizzare di colpo il cazzo che fino a quel momento era rimasto moscio a pendere con le palle sgonfie, come biglie dentro un sacchetto vuoto.
“Ti piace essere inculato vero porco?”
Visto che era molto ricettivo mi sono accesa di colpo e ho cominciato a spingere con un’intensità e che non pensavo sarebbe stato possibile, sentendo la cinghia dello strapon fregarmi sul clitoride e fra le labbra.
Mi muovevo ritmicamente, avanti e indietro, con le mani sui suoi fianchi, sempre più veloce.
Feci una pausa e lo feci girare sulla schiena, con le ginocchia piegate al petto, e ricominciai a incularlo mentre Silvia prese a masturbarlo.
Rallentai il ritmo facendo in modo che la punta del dildo massaggiasse precisamente la sua prostata con movimenti corti e ripetuti.
Silvia sorrideva soddisfatta mentre guardava suo marito farsi scopare.
“Guarda com’è felice! è proprio una troia per come sa farsi usare,” sussurrò, mentre segava suo marito.
Finalmente sentivo di nuovo la sensazione meravigliosa provata da ragazza: stavo scopando un uomo completamente succube, la mia dominazione su di lui nutriva il mio godimento. Anche Silvia, che stava partecipando attivamente, ne era contagiata ed affascinata.
Quando ho sentito che stava venendo, non sono più riuscita a trattenermi e sono venuta anch’io gridando, come non mi capitava da molto tempo.
Luca stava chiaramente per esplodere. I suoi gemiti erano sempre più forti e ravvicinati, il viso concentrato, pronto per l’orgasmo. Le mie spinte erano sempre più profonde mentre Silvia lo continuava a smanettare.
“Preparati Silvia perché adesso lo faccio sborrare” dissi alla mia amica.
Lei avvicinò il viso al cazzo turgido del marito mentre dalla bocca di Luca usciva un suono gutturale prolungato, preludio di un orgasmo prostatico intenso.
“ dai, sborra in faccia a tua moglie!” Lo incitai.
“Sborrami in faccia, tesoro, dai!” disse Silvia mettendosi in attesa del gran finale con il viso a pochi centimetri dal glande di Luca mentre con la mano lo segava e con la lingua leccava la punta.
Dopo poco uscì un primo schizzo, poi un altro e un altro ancora mentre il suo ano si contraeva e dilatava ritmicamente attorno al mio dildo. Il primo schizzo la colpì in mezzo agli occhi, il secondo centrò la bocca che era aperta per accogliere quel nettare divino. Ogni fiotto coincideva con una contrazione ancora più forte del suo ano. Silvia fu completamente inondata dalla sua crema calda, il viso, i capelli il seno erano pieni del suo sperma, che era schizzato fuori in abbondanza.
Mi fermai lasciando che Silvia ripulisse per bene, inebriata delle sensazioni che quella situazione a ruoli rovesciati mi aveva fatto provare.
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